"SON TUTTE BELLE LE MAMME DEL MONDO"?


"SON TUTTE BELLE LE MAMME DEL MONDO"?


Cosa significa esser mamma nei paesi del 3° mondo?
S.M. Frassà, Segretario Generale Fondazione Giorgio Pardi

Cosa vuol dire essere Mamma nella giungla in Ecuador?
Cosa vuol dire essere Mamma tra epidemie e povertà ad Haiti?
Cosa vuol dire essere Mamma tra guerra e discriminazione in Afghanistan?

In Italia essere mamme per moltissime donne è l'esperienza più bella e desiderata della propria esistenza.
In altre parti del mondo è invece un'esperienza drammatica, in cui la morte della mamma e del bambino è più che una possibilità, è quasi la norma. Malnutrizione, malattie, assenza di medici e strutture sanitarie, guerre e discriminazioni sessuali sono i principali problemi.
La Fondazione Giorgio Pardi concentra le sue attività in Italia, ma come non vedere, non sentire, non fare qualcosa di fronte all'80% di mamme nel mondo che non vivono la gravidanza come le nostre mamme in Italia? La Fondazione ha deciso sin dalla sua nascita nel 2008 di destinare il 20% dei fondi raccolti per sostenere a livello medico quelle donne e (future) mamme che affrontano condizioni di vita gravi ed insostenibili durante la maternità e l’infanzia.

La Fondazione ha dovuto scegliere cosa e dove fare: in AFGHANISTAN (reclutamento e mantenimento ginecologhe), ECUADOR (ristrutturazione Centro Materno e formazione personale locale), HAITI (personale medico e formazione personale locale)
Per aiutarci e sostenere le mamme ed i bambini meno fortunati







Cosa vuol dire essere Mamma nella giungla in Ecuador?
La Fondazione è in Ecuador con l’Associazione Amlife Onlus
Diventare mamma in Ecuador significa non esser mai visitata durante la gravidanza da un medico, partorire in casa/capanna il 70% delle volte, essere ad ore-giorni di canoa dall'ospedale più vicino: vuol dire quindi avere un'elevata possibilità di complicanza e di morte durante il parto, con una percentuale considerevole anche di sofferenze fetali.
La nutrizione sebbene non bassa come quella africana è incompleta e porta ad uno stato di malnutrizione della mamma. Note positive sono l'allattamento al seno diffusissime l'elevato consumo di pesce in gravidanza, che come abbiamo visto nei 20 passi di ama nutri cresci è fondamentale per lo sviluppo fetale.
La Fondazione Giorgio Pardi attraverso uno dei suoi Consiglieri, Presidente dell'Associazione Amlife, ha contribuito alla realizzazione della nuova maternità nell’ Ospedale di San Lorenzo in Ecuador. La nostra attività in Ecuador non è però solo rivolta all'edificazione della nuova maternità, ma va oltre, cercando di rendere tale ospedale autonomo:
  • promuovere e proteggere la vita attraverso una buona assistenza alla mamma in attesa ed al neonato
  • ridurre i casi di morte materna e del bambino durante il parto e nei primi giorni del puerperio
  • formare il personale locale nel monitoraggio della gravidanza, nell’assistenza al parto e nell’identificazione dei fattori di rischio e complicazioni così da permettere il trasferimento in ospedale in tempi utili
A luglio del 2009 quando è iniziato il progetto di gemellaggio la maternità di san lorenzo era in condizioni disagiate e precarie...poco umane e dignitose sia per le donne che per il personale di salute
DOPO tre anni di duro lavoro siamo riusciti a:
  • ristrutturare tutta l'area di degenza della maternità che attualmente è formata da 20 posti letto.
  • costruire ex novo un centro ostetrico e quirurgico d'eccellenza con tre sale parto, una sala travaglio, due sale operatorie, una sala di terapia intensiva neonatale
  • formare il personale professionale locale sia dell'ospedale che del territorio nel monitoraggio della gravidanza , parto e puerperio migliorando così l'assistenza materno perinatale della zona
  • formare il personale di base dei villaggi (promotori, levatrici popolari ed infermiere generiche) nell'identificazione precoce dei fattori di rischio e complicazioni così da permettere il trasferimento in ospedale in tempi utili
  • aumentare la capacità risolutiva della maternità nella gestione delle principali emergenze ostetrico-ginecologiche e neonatali
  • Acquistare elettromedicali ed arredi per attrezzare tutto il centro ostetrico - chirurgico e maternità
  • campagne di prevenzione sui tumori ginecologici
  • numerose missioni e/o brigate mediche da parte del personale italiano
  • educazione in salute sessuale e riproduttiva rivolta a tutti i giovani - adolescenti della zona per la prevenzione delle MTS e prevenzione delle gravidanze in età adolescente
  • campagne di promozione sull'allattamento materno esclusivo
  • incontri organizzativi e di formazione per il personale di salute dell' ospedale e del territorio
COSA MANCA?
MOLTO: Un breve elenco per far capire che mancano tante cose reali: 9 porte per il centro ostetrico chirurgico, 2 lavandini chirurgici per la sala parto e terapia intensiva neonatale, una lampada scialittica, un lettino chirurgico, un elettrobisturi, strumentazione chirurgica per operazioni ginecologiche ed ostetriche (cesarei), impermeabilizzazione del tetto della maternità, un trasformatore da 50 KWA, un generatore d'emergenza, arredi per la neonatologia-terapia intensiva neonatale, una casa materna nel giardino dell'ospedale in grado di accogliere le future mamme che vengono dai villaggi lontani prima del parto, formazione continua permanente del personale per un anno in più, un ventilatore neonatale, una macchina per fototerapia
Per Donare ai Progetti Umanitari della Fondazione Giorgio Pardi:
Causale bonifico bancario: PROGETTI UMANITARI
IBAN: IT44R0304301601025570000686; c/c Fondazione Giorgio Pardi (C.F. 97500070152 - V. V. Monti 11 - 20121 Milano), Banca Intermobiliare Investimenti e Gestioni S.p.A

Cosa vuol dire essere Mamma tra guerra e discriminazione in Afghanistan?

La Fondazione è in Afghanistan con l’Associazione Emergency Onlus

In base alle statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il 2011, l’Afghanistan è tra i primi paesi per mortalità Materna e Perinatale al mondo: questa è una delle due ragioni principali che dal 2007 mi hanno spinto a lavorare periodicamente con Emergency.
Ogni mezz´ora una donna muore a causa del parto (MMR 1,400/100,000) e le strutture sanitarie e il personale locale qualificato sono pressoché inesistenti: le donne per partorire in una struttura sanitaria devono pagare (ma chi ha i soldi) e fare ore di cammino, spesso in travaglio, per raggiungere le strutture.
Emergency ha edificato un ospedale di Maternità, il quale offre GRATUITAMENTE l’opportunità di portare cure di alta qualità alle donne afgane e ai loro piccoli, oltre ad assistenza neonatale, parto sicuro e cure sub-intensive per i neonati a rischio. Fondamentale è inoltre l'attività di formazione e crescita delle giovani donne afgane, come professioniste e con benefici per la loro gente: ostetriche, infermiere e recentemente anche ginecologhe che studiano e sono addestrate nel nostro Centro.
Il personale medico che visita le donne deve essere di sesso femminile, a causa di problemi religiosi. Non è facile però reclutare ginecologhe donne che trascorrano periodi di almeno 2 mesi in Afghanistan.
Ad oggi grazie alla Fondazione Giorgio Pardi sono già 7 le ginecologhe sostenute in Afghanistan con Emergency: Elena Casolati, Klara Kamasz per due missioni, Monica Moneta, Estela Celia Kohn , Raffaela Baioicchi e Rossana Veltcheva.
Per Donare ai Progetti Umanitari della Fondazione Giorgio Pardi:
Causale bonifico bancario: PROGETTI UMANITARI
IBAN: IT44R0304301601025570000686; c/c Fondazione Giorgio Pardi (C.F. 97500070152 - V. V. Monti 11 - 20121 Milano), Banca Intermobiliare Investimenti e Gestioni S.p.A

Cosa vuol dire essere Mamma tra epidemie e povertà ad Haiti?
La Fondazione è in Ecuador con la Fondazione Francesca Rava

Diventare mamma ad Haiti significa diventare mamma in un Paese che non ha alcunservizio sabitario, in cui la mortalità al parto è la più alta al mondo (al pari del Burundi con una morte ogni 180 parti). Non si conosce la morte neonatale (altissima) ma si conosce quella infantile; un dato terribile 1 bambino su 4 muore prima del compimento dei 10 anni.
Inoltre malnutrizione e sottonutrizione sono la base. Quel poco di alimentazione è squilibrata: le donne gravide, come il resto della popolazione, mangia pochissime proteine e troppi carboidrati. Ciò comporta che ad Haiti le donne hanno una possibilità 3 volte più alte della nostra di esser affetta da preclampsia severa, una delle patologie più gravi della gravidanza, potenzialmente letale. Se è già un momento critico per qualsiasi donna lo scoprire di essere affette da preclampsia, ad Haiti è quasi una condanna: pochissime strutture, pochissimi farmaci e medici.
L'allattamento infine non è una scelta, ma una necessità: cibo insufficiente per un bambino, con la conseguenza di un inevitabile impoverimento del latte materno e malnutrizione del neonato/bambino.
La Fondazione da 3 anni sostiene il dott. Aupon, direttore del Saint Damien Hospital (Fondazione Francesca Rava NPH – Italia) promuovendone la formazione e crescita professionale, tali da permettergli di svolgere in modo adeguato la sua attività ad Haiti, piuttosto che nei vicinissimi USA

Per Donare ai Progetti Umanitari della Fondazione Giorgio Pardi:
Causale bonifico bancario: PROGETTI UMANITARI
IBAN: IT44R0304301601025570000686; c/c Fondazione Giorgio Pardi (C.F. 97500070152 - V. V. Monti 11 - 20121 Milano), Banca Intermobiliare Investimenti e Gestioni S.p.A